Testimonianze di alcune mamme e famiglie

 

Quando ho cominciato a frequentare Claudio ero un po preoccupata: lui aveva già un figlio di 5 anni, lo stava crescendo come unico genitore assieme alla sua famiglia che sembrava molto protettiva nei loro confronti. Nel tempo, tuttavia, si era creato un bel rapporto con tutti; in tanti momenti ero io ad occuparmi del bambino e questa esperienza era per me molto piacevole. Sentivo di far parte di una famiglia, con Claudio sembrava andare tutto bene....., la sua famiglia si diceva contenta della nostra relazione. A volte io e lui parlavamo del desiderio di un bambino... Quando ho saputo di essere incinta ero felicissima, ero sicura che lo sarebbe stato anche Claudio e anche la sua famiglia. Invece è stata una specie di tragedia; non mi è mai stato detto apertamente il perchè, ma per i genitori e la sorella di Claudio era come se li avessi "offesi", se mi fossi intromessa troppo nella loro vita, se portassi via qualcosa di prezioso. Non volevano più vedermi.
Ma il dolore più grande è stato sentirmi dire da Claudio che forse era troppo presto, che lui e la sua famiglia si erano abituati a vivere assieme, come in quegli anni, che non erano pronti a cambiare le cose..... Se la gravidanza fosse arrivata dopo qualche anno, magari sarebbe stato diverso... Era chiaro che se volevo avere il bambino dovevo pensarci da sola. Mi stava lasciando e non intendeva occuparsi di nostro figlio. In quel periodo, a 32 anni e con una dolorosa storia familiare alle spalle, vivevo da sola e avevo un lavoro che consideravo sicuro, uno stipendio normale che non mi permetteva di avere risparmi ma con cui riuscivo a pagare l'affitto, le rate della macchina e le spese principali. Ma sarei riuscita a mantenere anche un bambino? Sarei riuscita a fare tutto da sola? Dopo la fine del rapporto con Claudio ero confusa, arrabbiata, delusa e ferita profondamente da lui e dalle persone a cui avevo imparato a voler bene, ero felice della gravidanza ma nello stesso tempo spaventata per quello che mi aspettava.... Non sapevo più cosa fare e nei momenti di sconforto ho pensato anche alla possibilità di abortire. Una collega di lavoro con cui mi ero confidata mi aveva indicato il centro aiuto vita.Negli incontri con i volontari del cav ho potuto ritrovare la chiarezza e la forza che mi erano mancate, il sostegno durante tutta la gravidanza, la condivisione di emozioni come alla notizia che sarebbe nata una bambina, la presenza rasscicurante quando la solitudine mi faceva male. Sono stata aiutata a prepare quello che serviva per Denise, la mia bambina, ho festeggiato con loro l'immensa gioia per la sua nascita, e adesso sto ricevendo dal cav un aiuto indispensabile perchè la maternità facoltativa non mi basta neanche per pagare l'affitto, non ho soldi per comperarmi da mangiare nè per provvedere a quello che serve a mia figlia.
Il Centro Aiuto Vita ha attivato per me tutti gli aiuti possibili, sia mettendomi in contatto con gli enti incaricati, sia in modo diretto sostenendomi per le principali necessità, che sono davvero tante, ma in particolare mi ha permesso di non sentirmi mai sola.”

Martina,

Sono Luca, ho 37 anni, due figli che stanno crescendo, un buon lavoro, tanti amici… e posso dirmi contento del mio matrimonio. Già da un po’ di tempo io e mia moglie avevamo deciso che la nostra famiglia era perfetta e che il nostro compito era di vivere al meglio il nostro futuro. Due anni fa abbiamo scoperto la terza gravidanza, ovviamente inaspettata e, visti i nostri programmi, sicuramente non gradita. Un altro figlio avrebbe disturbato il nostro equilibrio, ed io non me la sentivo proprio di mettere in pericolo la mia tranquillità e quella della famiglia. Ero sicuro che anche mia moglie la pensasse come me.... in fondo era sempre stata d'accordo con me su tutto...Per questo, quando abbiamo cominciato a parlare dell'aborto, ho interpretato il suo silenzio come stanchezza, preoccupazione, e fermo sulle mie convinzioni non l’ho considerato importante. Ho fissato io l'appuntamento per l'interruzione di gravidanza.
Quel giorno, nel corso dei colloqui previsti, abbiamo avuto modo di confrontarci anche con un’operatrice del Centro Aiuto Vita. E’ stata l’occasione per riflettere su quello che ci stava succedendo, ma soprattutto io ho potuto fermarmi un momento per dare ascolto al silenzio di mia moglie. Durante quella lunga chiacchierata ho capito che nel suo silenzio c'era il dolore per la scelta di interrompere una vita che era la vita di un nostro figlio. Piano piano ho capito quanto fosse terribilmente combattuta perchè, accanto al suo dolore, c'erano anche l'amore per me ed il suo bisogno di proteggermi da quello che mi stava spaventando.
Guidato nella riflessione ho provato a immaginare la mia vita tranquilla dopo l'aborto, ma quello che ho visto erano solo il silenzio ed il dolore di mia moglie. Ho cominciato allora a pensare al mio amore per lei. Come glielo stavo dimostrando? La tranquillità che volevo garantire alla mia famiglia valeva davvero un sacrificio così grande per lei e per nostro figlio? Le mie preoccupazioni erano ancora tutte là...., ma a quel punto sentivo che toccava a me proteggere lei ed il bambino, e con loro anche i nostri due figli. Stasera, rientrando dal lavoro, ho provato una grande gioia sentendo mia moglie ridere con i ragazzi
mentre Matilde, con i suoi primi passi incerti, mi veniva incontro.

Luca, 32 anni

“Ciao, non so se ti ricordi di me … Sono Francesca, ci siamo conosciute 4 anni fa quando è nato Elia.
In quel periodo io e mio marito avevamo gravi problemi con il lavoro e ci avete aiutato per il tempo che è servito per risolverli. Non ho dimenticato quanto è stato importante per me quell'aiuto … già dopo il nostro primo incontro avevo capito che le difficoltà possono sempre essere affrontate e assieme a voi avevo potuto decidere come farlo....
Mi siete tornati in mente soprattutto in questi giorni, perché mai come adesso ho bisogno di credere che questo sia possibile …. sono incinta, ma questa volta mio marito non ne vuole sapere. Non era in programma, è vero... e adesso vuole che mi arrangi.... forse vuole addirittura andarsene.... non gli interessa neanche sapere se intendo tenere questo bambino o abortire. Ma come faccio da sola con due figli piccoli? E cosa dico a Elia?
Ammetto di aver telefonato in qualche ospedale per prenotare l'aborto, ma adesso sto anche scrivendo a te, perché non vorrei arrivare a tanto.... Mi vedo davanti un muro insormontabile ma voglio parlarne, come abbiamo fatto quattro anni fa. Forse assieme troviamo una soluzione anche questa volta, magari parlandone assieme riesco a capire cosa sta tormentando mio marito..... di sicuro avrò la forza di proteggere questo mio figlio.” 

Francesca,
 

Chi siamo

Il Centro Aiuto Vita è un'associazione di volontariato nata nel 1988 a Legnago e costituita associazione nel 1994.

La sua mission di identifica in 3 punti fondamentali

  1. Promuovere una mentalità aperta all’accoglienza e alla protezione di ogni essere umano, fin dal suo concepimento, in tutte le sue esigenze ed in tutto l’arco del suo sviluppo;
  2. Sostenere con l’aiuto concreto  a coppie ed a madri in attesa di un figlio o, comunque con figli a carico, fino a 3 anni;
  3. Sensibilizzare la comunità cristiana e la comunità civile intorno al valore primario e irripetibile di ogni vita umana

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