La Vita che non nasce
Venerdì 13 Maggio 2011 13:00
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Si svolgerà a Padova il 22 maggio un convegno organizzato dall'associazione"IN PUNTO DI VITA". Un'occasione per riflettere a trentatre anni dalla entrata in vigore della legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza, per  analizzarne gli esiti più rilevanti.
Da un lato, una pratica sino ad allora sentita come disvalore, è divenuta quasi indifferente dal punto di vista morale. La disponibilità di nuovi farmaci ad azione abortiva (Cytotec, RU 486) ne ha poi semplificato l'esecuzione, rendendola sicura anche a domicilio e nella clandestinità.

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 Il risultato è la progressiva privatizzazione di quello stesso aborto che la stessa 194 voleva mantenere in un contesto pubblico, a sottolinearne la doverosa e auspicata eccezionalità, visto che anche la vita del figlio – e non soltanto la salute della madre – è un bene  tutelato dalla Costituzione.

A ciò va aggiunta la disponibilità di farmaci contrabbandati come anticoncezionali dalla cultura scientifica ufficiale, ma che in realtà interferiscono con l’annidamento dell’embrione.Dall'altro lato, lo sviluppo di tecnologie sempre più capaci di investigare la qualità del nascituro, calato in una cultura scientista e utilitarista, ha reso praticamente obbligatoria la diagnostica prenatale finalizzata all'individuazione e all'eliminazione dei diversi o dei malati, ivi compresi, oggi, anche quegli embrioni che sono a rischio genetico di contrarre in età adulta il tumore mammario oppure quello del colon.

Tutto questo, di fatto, trasforma la donna nel terminale obbligato di una sorta di igiene riproduttiva.Nel convegno sarà il dott. Mozzanega a esporre una sintesi di tutti questi aspetti.

Il professor Noia mostrerà invece i progressi della medicina prenatale intesa nel vero senso della parola: avrà il compito di evidenziare come le moderne tecnologie possano essere utilizzate per curare il figlio quando è ancora in utero, restituendo alla medicina il suo coessenziale ed intrinseco ruolo di cura.

Nel pomeriggio, il dottor Pacciano, che è un giornalista di formazione giuridica affetto da grave disabilità motoria, illustrerà il programma pre-nazista di selezione eugenetica Aktion T4 (di cui ha ampiamente scritto), sottolineandone le analogie con le finalità dichiarate delle attuali pratiche diagnostiche prenatali. Da disabile, sosterrà come ogni vita sia degna di essere vissuta indipendentemente da qualunque controllo esterno di qualità, per sua natura arbitrario.

Lo spettacolo alla fine del convegno è un musical messo in scena dai genitori di una bimba con sindrome di Down e di Dandy-Walker. Con sobrietà offre un messaggio di speranza.

E' aperto a tutti. Per l'iscrizione e i dettagli  si veda il pieghevole allegato. CI è la  possibilità di un buffet (per il quale è necessaria la preregistrazione)

Info:
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www.inpuntodivita.com

 

 

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